(Consultare anche l’apposita sezione del capitolo 3)
A - Incidente in stabilimento industrial
Tutti gli stabilimenti industriali e principalmente quelli definiti “a rischio di incidente rilevante” (disciplinati ai sensi del D.Lgs. 334/99, artt. 6 e 8) sono soggetti ad attività di sorveglianza da parte delle aziende che li gestiscono. Tali aziende predispongono i “Piani di Emergenza Interni” e sono dotate di sistemi di allarme finalizzati ad attivare tali piani in caso di incidente. Questi piani descrivono le misure da adottare per contrastare l’evento all’interno del perimetro dello stabilimento e per mettere in sicurezza i propri lavoratori e gli impianti.
La Prefettura è competente per l’elaborazione e l’attivazione dei “Piani di Emergenza Esterni” che definiscono il modello di intervento da attivare per la salvaguardia della popolazione, nonché le norme comportamentali e le misure precauzionali da far adottare (al Comune) in caso di incidente esteso all’esterno dell'impianto.
Altre strutture di pronto intervento sul territorio sono: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, cui compete l'intervento tecnico urgente e la Regione che può altresì avvalersi del Centro di Competenza Servizio Emergenza Chimica (SEC) operativo in h 24.
Nel territorio comunale sono ubicati i seguenti stabilimenti rientranti nell’ambito di applicazione del Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive modifiche e integrazioni “Attuazione della direttiva 96/82/CEE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”.
Per tali stabilimenti, riportati nella Tavola del Piano, è prevista l’adozione di specifici piani, i cui estratti sono inseriti nel capitolo 3.
Le procedure di soccorso e le altre documentazioni (cartografia, aree di influenza, elementi vulnerabili) sono disponibili presso la Sala Operativa dell’Ufficio EPC.
Impianti soggetti agli adempimenti di cui all’art. 6, (che prevede obbligo di notifica, sottoscritta nelle forme dell’autocertificazione e, contestualmente, la redazione di una scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori):
Soggetti agli adempimenti di cui all’art. 8, (che prevede obbligo del Gestore a redigere un rapporto dettagliato sul “Piano di sicurezza”):
Oltre a tali pianificazioni a cui corrispondono specifiche procedure disponibili in Sala Operativa dell’Ufficio EPC, gli scenari predefiniti per gli Stati di Attivazione in caso di un qualsiasi incidente industriale sono stabiliti sulla base dei parametri relativi all'estensione dell’evento, ai rischi per la popolazione e l’ambiente e alle misure di salvaguardia adottate, che vengono rilevati dalla Sala Operativa attraverso i contatti con la Prefettura e le strutture deputate all'intervento tecnico urgente che hanno relazione diretta con i responsabili dello stabilimento. Gli Stati di Attivazione prendono in considerazione gli incidenti negli stabilimenti non disciplinati dalla normativa che, specialmente in ambiente urbano, possono comunque comportare rischi per la salute della popolazione e per l’ambiente.
Per questi eventi non è risultato possibile, ai fini della determinazione degli senari predefiniti, far riferimento al calcolo della popolazione e degli elementi vulnerabili esposti; sono evidenziate negli Allegati al Piano, invece, le Risorse di soccorso disponibili.
Scenario Incidente in stabilimento industriale |
Stato di attivazione |
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Area |
Classificazione |
Casi possibili |
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Interna |
Non disciplinato |
Area circoscritta, nessun rischio popolazione |
SA1 |
Esterna |
Non disciplinato |
Rilevante ma senza conseguenze |
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Esterna |
Non disciplinato |
Area circoscritta con rischio pubblica incolumità |
SA2 |
Esterna |
Non disciplinato |
Rilevante con rischio pubblica incolumità |
SA3 |
B - Incidente connesso al rilascio di sostanze radioattive (nucleare)
In generale sono considerate sorgenti di rischio tutte quelle attività legate alla presenza di materiale radioattivo; queste situazioni di pericolo sono soggette alla sorveglianza da parte delle aziende o delle istituzioni che ne hanno la gestione. Questi gestori predispongono e aggiornano i “Piani di Emergenza Interni” e sono dotati di sistemi di allarme finalizzati ad attivare tali piani in caso di incidente. Nei piani sono descritte le misure da adottare per proteggere gli operatori e per circoscrivere l'evento all'interno dell'impianto, cosi da evitare eventuali conseguenze esterne.
Le Prefetture sono competenti per legge relativamente all'elaborazione e l'attivazione dei Piani di Emergenza Esterni che definiscono il modello di intervento da attivare per la salvaguardia della popolazione, nonché le norme comportamentali e le misure precauzionali da adottare. L'attività di sorveglianza e monitoraggio a livello istituzionale e affidata all'APAT, alle ARPA e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che detengono reti e strumenti per il rilevamento di sostanze radioattive (la classificazione di riferimento per gli incidenti è quella dell’agenzia internazionale IAEA).
L’ipotesi di rilascio di sostanze radioattive scaturisce principalmente dalla presenza sul territorio dell’impianto di ricerca presente presso i laboratori ENEA (Casaccia), o dalla possibilità di incidenti, nel corso di trasporti, (sia su strada che per ferrovia) e nell’impiego di sostanze radioattive per usi sanitari e/o industriali. Pertanto le emergenze radiologiche che possono manifestarsi nel territorio del Comune di Roma sono conseguenti a:
Scenari predefiniti
Gli scenari per l'attivazione degli Stati di attivazione in caso di incidente nucleare sono stabiliti sulla base della classificazione dell'evento secondo il grado della scala IAEA, l'estensione del fenomeno e i possibili rischi per la popolazione.
Gli eventi incidentali possono dar luogo a due scenari principali in relazione all’ampiezza del danno atteso, in termini di inquinamento ambientale e di rischio per la popolazione:
Per questi eventi non è risultato possibile, ai fini della determinazione degli senari predefiniti, far riferimento al calcolo della popolazione e degli elementi vulnerabili esposti; sono evidenziate negli Allegati al Piano, invece, le Risorse di soccorso disponibili.
I parametri degli SA, sono rilevati dalla Sala Operativa attraverso le fonti ufficiali e i contatti con le strutture deputate all'intervento tecnico urgente (Sala Italia del Dipartimento della Protezione Civile, Comando dei Vigili del Fuoco di Roma, Prefettura, ecc).
Lo Stato di attivazione SA3 prevede la richiesta di attivazione del Piano Nazionale per le Emergenze radiologiche del Dipartimento della Protezione Civile.
Scenario rilascio di sostanze radioattive |
Stato di attivazione |
||
Area |
Classe IAEA |
Casi possibili |
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Circoscritta |
Classe I |
Conseguenze lievi, limitate al personale interno all’impianto. |
SA1 |
Circoscritta |
Classe II o III |
Modesto rilascio di materiale radioattivo, non sono necessarie misure protettive esterne al sito. |
SA2 |
Estesa |
Classe IV o V |
Conseguenze significative all’esterno e sovraesposizione del personale interno all’impianto. |
SA3 |
Estesa |
Classe V o sup. |
Pericolo grave di esposizione per la popolazione |
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E’ importante sottolineare che si è preferito associare le Procedure degli scenari A e B per “Incidente chimico-industriale” a quelle per “Incidente trasporti pericolosi” perché tra loro si differenziano, nella pratica, solo per poche azioni.